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Glucidi:

si tratta di una classe di sostanze deputate espressamente all' ossidazione e quindi a significato specificamente energopoietico, la capacità di accumulare il glicogeno ha un significato plastico.
Il ragionamento deve esser condotto, all'assunzione di prodotti glucidici con finalita' di ricostituzione delle risorse proenergetiche in acuto, (appena al termine del gesto atletico) o nel medio-breve periodo in preparazione dell'evento agonistico.
In tal senso i diversi schemi dietetici proposti hanno il senso di preparare l'organismo ad un arricchimento in glicogeno muscolare e soprattutto epatico a seguito di un periodo di depauperamento caratterizzato da carichi di lavoro abbinati a razioni dietetiche carenti nella quota glucidica.
All'interno di questo schema variano, anche in modo notevole, i carichi di lavoro proposti per depauperare di glicogeno l'organismo e variano le quote glicidiche delle razioni dietetiche sia della fase induttiiva che della fase della reintegrazione e supercompensazione.
Il rationale della scelta dell' assunzione di glucidi con finalita' di ricostituzione delle risorse proenergetiche in acuto, (appena al termine del gesto atletico) risiede nell'attivarsi del sistema enzimatico glicolitico e gluconeogenetico nell'esercizio fisico quando il fegato e' in grado di render disponibili da 2 a 6 mmol/min di glucosio in funzione dell'intensita' della prestazione, e in particolare nel perdurare della funzione neoglicogenetica in funzione diretta della deplezione delle riserve di glicogeno cosi' come avviene dopo una prestazione di endourance.
La funzione neoglico-glicogenogenetica che dipende anche da fattori di assorbimento gastroenterico che e' estremamente piu' attiva nell'immmediato recupero post esercizio va pero', progressivamente deprimendosi col trascorrere del tempo, anche quando non si siano ancora riprodotte e reintegrate le scorte di glucidi.
Il fattore tempo risulta quindi di estrema importanza e condizionante la riuscita della integrazione glucidica.
Dall' osservazione dell'efficacia della reintegrazione glucidica in acuto sono derivati i diversi schemi integrati di allenamento e dieta che si propongono dapprima una deplezione e depauperamento anche spinto delle riserve glicogenetiche, sia muscolari che epatiche, per poi attivarne la supercompensazione.
Nei giorni precedenti l'impegno agonistico, modificando la razione alimentare si provvede ad incrementare la loro concentrazione, in un uomo a regime alimentare equilibrato, la concentrazione di glicogeno muscolare è di circa g 1,50-1,75/100g di muscolo fresco.
Il regime iperglucidico è caratterizzato da un aumento al 60-70% la quota glucidica della razione alimentare nei tre giorni precedenti la gara, e seguendo un programma di esercizi di breve durata e bassa intensita' (30-40 min. al 35-40% del VO2 max), è possibile innalzare la concentrazione di glicogeno fino a 2,5 g/100g di muscolo fresco.
Un ulteriore incremento è possibile mediante altre metodiche: regime scandinavo dissociato di supercompensazione glucidica (RDS), la metodica di HULTMAN e la metodica di SHERMAN.



REGIME DISSOCIATO SCANDINAVO (RDS) DI SUPERCOMPENSAZIONE GLUCIDICA

DISTANZA DALLA GARA
(GIORNI) RAZIONE ALIMENTARE (%) ESERCIZIO FISICO

-6 R.P. 35% R.L. 55% R.G. 10% 1 h AL 70-80% DEL VO2 max

-5 -4 R.P. 35% R.L. 55% R.G. 10% 1 h AL 60-70% DEL VO2 max

-3 -2 -1 R.P. 12% R.L. 8% R.G. 80% 1/2-3/4 h AL 40%

DEL VO2 max




EFFETTI DEL RDS SULLA CONCENTRAZIONE MUSCOLARE DI GLICOGENO


REGIME ALIMENTARE CONCENTRAZIONE DEL
GLICOGENO MUSCOLARE
(g % di muscolo) DURATA MAX DEL
LAVORO (AL 75%

DEL VO2 max)

Equilibrato g 1,75 113 min.

Iperproteico, Iperlipidico, ipoglucidico

(R.P. 35, R.L. 55, R.G. 10) per 3 giorni. g 0,69 59 min.

Iperglucidico, ipo-normoproteico,
ipolipidico (R.P. 12, R.L. 8, R.G. 80)
per tre giorni successivi il regime

precedente. g 3,70 190 min.

Iperglucidico, normoproteico,ipolipidico
(R.P. 15, R.L. 70, R.G. 70), non
preceduto dal regime iperproteico,

iperlipidico, ipoglucidico. g 2,51 166 min.



Nella metodica di Hultman, ottenuta la deplezione del glicogeno dopo un lavoro prolungato ed esaustivo, l'atleta rimane inattivo nei sei giorni che precedono una gara. Nello stesso tempo l'apporto glucidico copre solo il 10% della razione alimentare nei giorni 6, 5, 4 precedenti la gara; mentre raggiungono il 90% nei tre giorni precedenti l'impegno agonistico.
Al termine di tale trattamento la concentrazione del glicogeno raggiunge 2,2 g/100g di muscolo.
Anche la metodica di Sherman si realizza nei sei giorni precedenti la gara.
Dal sesto al secondo giorno precedenti la gara, gli atleti lavorano con un carico pari al 73% del VO2 max per tempi variabili da 90 min. (sesto giorno), a 40 min. (quinto e quarto giorno), a 20 min. (terzo e secondo giorno); nel giorno precedente la gara è previsto riposo assoluto.
La razione glucidica è pari al 50% della razione alimentare nei giorni 6, 5, 4 e al 70% nei giorni 3, 2, 1 precedenti la gara.
La concentrazione di glicogeno muscolare che si ottiene con la metodica di Sherman è pari a 2,05 g/100g di muscolo. (Sherman W. M., Costill D. L.: The marathon: dietary manipulation to optimize performance. Am. J. Sports Med., 1984, vol. 12, n. 1, 44-51).
Da un punto di vista pratico questi schemi risultano usualmente poco graditi agli atleti poiche' tendono anche ad alterare il peso dell'atleta con una diminuzione (non dimagramento) nella fase induttiva di deplezione del glicogeno, cui segue nella fase di replezione, un aumento ponderale che, comunque indesiderato in molte attivita' sportive, lo e' in assoluto nelle attivita' di endourance tanto piu' in quanto viene a coincidere con l'immediato periodo precompetitivo.
Va sottolineato come questa variazione ponderale che si sviluppa nell'arco di circa una settimana, possa avere un riscontro negativo anche sul piano psicologico quando l'atleta seppur avvertito puo' sentirsi in qualche modo tradito e alienato dal suo corpo.
Neppure andrebbe trascurata, almeno in via teorica, la possibilita' che si possa avere un'aumentata sintesi di Serotonina con conseguente alterazione dello stato dell'umore e dei ritmi di sonno nelle giornate immediatamente precedenti l'evento agonistico come conseguenza della fase di carico glucidico.
Il meccanismo ipotizzato e' quello di uno spiazzamento del Triptofano dai siti leganti dell'Albumina, e che ha per conseguenza l'aumento della quota di Triptofano libero plasmatico che rappresenta l'unica quota idrossilabile e capace di fornire il substrato per la via di sintesi del neurotrasmettitore.
E' l'aumento della quota plasmatica di ac.grassi liberi, che e' insulinodipendente, a condizionare come effetto sterico lo spiazzamento del Triptofano con cui compete sui siti leganti dell'Albumina.

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