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Come riconoscerlo

Sovrallenamento e sovraffaticamento


Dott. Giovanni Posabella
Medico Chirurgo
Specialista in Medicina dello Sport
Medico esperto in Omotossicologia



Sovrallenamento e sofraffaticamento
Come riconoscerlo?


L'insieme degli stimoli allenanti ai quali si sottopone l'atleta viene definito carico di allenamento (overload training), questi stimoli determinano nel suo organismo degli adattamenti.
Per supercompensazione si intende l'innalzamento della capacità lavorativa al di sopra dei livelli che l'atleta era in grado di esprimere poco tempo prima.
L'atleta può presentare una forma di sovrallenamento che interessa solo determinati muscoli, indicata come sovraffaticamento muscolare, stress eccessivi possono portare ad un danno muscolare.
La fatica e lo stress che l'atleta presenta alcuni giorni dopo un sovraccarico di allenamento, rientra nella normalità se dopo aver eseguito un periodo di rigenerazione o scarico la fatica scompare.
E' quindi una condizione di normalità che l'allenatore ricerca durante il periodo di carico di lavoro.
Per sovrallenamento (overtrainig) si intende una situazione di crisi da parte dell'organismo dell'atleta in seguito a stress ripetuti derivanti dall'allenamento e da stress esterni legati all'ambiente.
Lo stile di vita dell'atleta influisce anche se in misura minore rispetto all'allenamento sull'insorgenza della sindrome da overtrainig.
L'atleta non è più in grado di esprimere una prestazione ottimale con una caduta delle condizioni organiche e psichiche.
Anche dopo un periodo di rigenerazione o scarico l'organismo è ancora affaticato e l'atleta realizza una prestazione inferiore a quella precedentemente raggiunta.
Una esatta diagnosi di sindrome da sovrallenamento deve essere fatta dopo un'attenta anamnesi sia sportiva che fisiologica, la storia medica ed i sintomi che l'atleta accusa devono essere suffragati da esami di laboratorio, test di valutazione e la presenza di una diminuizione della prestazione.
Bisogna inoltre fare una distinzione con il sovraffaticamento o overreaching, questa situazione è indicata come sovrallenamenteo a breve termine (short-term overtraining) ed è derivata da una fatica superiore a quella che normalmente dovrebbe derivare dall'allenamento.
Il sovraffaticamento richiede tempi più lunghi di recupero rispetto al recupero derivante dall'allenamento, e da questa situazione deve essere differenziata.
Tutte queste condizioni sono reversibili a breve medio termine ad eccezione dell'overtrainig che necessita di tempi più lunghi che possono essere anche settimane o mesi.
Il tecnico deve quindi fare molta attenzione nello stilare un allenamento, questo deve essere mirato ed il più possibile specifico per atleta, mirato al miglioramento a breve, medio e lungo termine.
Una situazione di squilibrio tra carico di lavoro e recupero può portare al sovrallenamento.
I sintomi clinici, le condizioni psico-fisiche, i test di valutazione eseguiti in periodi predeterminati con attenti e mirati esami ematochimici accanto a diminuite risposte prestative dell'atleta devono farci pensare ad una situazione di mancato recupero dell'organismo.
Inizialmente con uno stato di sovraffaticamento generale (overreaching) o distrettuale (muscolare), reversibile a seguito di un periodo di scarico più lungo del previsto, se ignoriamo questi segnali il pericolo è di una vera e propria sindrome da sovrallenamento.

Antropometrico
Diminuizione % grasso corporeo
Diminuizione massa corporea

Aumento della possibilità di insorgenza di infezioni virali o batteriche
Linfoadenopatia
Alterazioni emotive e comportamentali
Disturbi del sonno
Diminuizione dell'appetito
Senso di depressione
Difficoltà di concentrazione
Instabilità emotiva

Aumento della frequenza cardiaca a riposo
Aumento della pressione a riposo
Difficoltà nel recupero della frequenza cardiaca dopo un esercizio fisico

Calo della prestazione
Diminuizione forza e potenza massima
Fatica cronica difficoltà nel recupero

Il sovrallenamento rappresenta la risultante di una situazione di squilibrio tra carico allenante e recupero, non esiste ancora la possibilità di definire il limite fra allenamento e sovrallenamento, questo è variabile e risponde in maniera diversa per atleta.
Possiamo distinguere una forma classica (di tipo simpatico), dove oltre alla diminuizione di prestazione abbiamo modificazioni cardiocircolatorie, immunologiche, di peso corporeo ed emotivo comportamentale, questa si manifesta negli atleti che praticano sport di tipo anaerobico (velocità e potenza)
Ed una forma moderna (di tipo parasimpatico) dove le modificazioni sono simili ai normali adattamenti positivi dell'allenamento, per questo la diagnosi può essere difficile, questa si manifesta negli atleti che svolgono discipline aerobiche.
Per l'allenatore riveste di particolare importanza la pianificazione dell'allenamento per prevenire il sovrallenamento.
L'allenamento deve essere strutturato per singolo atleta, tenendo conto delle sue caratteristiche organiche, del suo stile di vita e dell'"ambiente " che lo circonda con tutti i fattori stressanti ai quali l'atleta viene sottopoposto in maniera più o meno acuta.
I tre fattori che prevengono l'allenamento:
1. Strutturare l'allenamento con adeguati periodi di rigenerazione
2. Individuare e programmare nel corso della preparazione una serie di test di valutazione funzionale che possono consentire di individuare i segnali del sovrallenamento
3. Eseguire I tests in un periodo tale della preparazione da non confondere la fatica derivata dall'allenamento con quella associata al sovrallenamento

Da qui risulta di fondamentale importanza la flessibilità nell'adeguamento dei programmi di lavoro, un allenamento pianificato e strutturato con una certa periodizzazione ci consente di individuare il periodo nel quale effettuare dei tests di valutazione funzionale per controllare le condizioni dell'atleta.
Conoscere bene l'atleta significa sapere quando è il momento di iniziare la fase di scarico a seguito di un giusto periodo di lavoro intenso.
Praticamente, le indagini di laboratorio associate ai tests da campo o da laboratorio, hanno lo scopo di monitorare l'allenamento e devono essere previsti al termine del ciclo di scarico.

1.
2.
3.
4.
5.
6.
7. notevolmente leggera
8.
9. molto leggera
10.
11. moderatamente leggera
12.
13. un pò pesante
14.
15. pesante
16.
17. molto pesante
18.
19. notevolmente pesante
20.

Scala delle intensità dello sforzo elaborata da Borg, con livelli da 1 a 20 (da Birk e Birk, 1987. Da Sassi 1997); la soglia anaerobica corrisponde al 15-16 livello.

Per prevenire il sovrallenamento, Veale (1991) :
" evitare allenamenti routinari e standard
" prevedere periodi di recupero in funzione dei carichi di lavoro e delle gare
" individuare dgli obiettivi realistici
" numero di competizioni ragionevoli durante la stagione agonistica, con adeguati periodi di intervallo
" far conoscere all'atleta le tecniche di rilassamento

Dolore muscolare - Mal di gambe nei ciclisti

La forma più frequente del sovraffaticamento muscolare è il dolore muscolare tardivo, provocato da rotture di fibrocellule muscolari con alterazione della normale architettura delle fibre.
I danni strutturali sono a carico delle fibre II B, il dolore raggiunge l'acne dopo 24-36 ore dalla fine dell'esercizio, l'organismo risponde mettendo in moto dei processi di riparazione molto efficaci.

Distinguiamo cause di tipo meccanico e cause di tipo metabolico.

" Cause meccaniche:
1. Eccessive o inusuali tensioni imposte al muscolo.
2. Innalzamento della temperatura all'interno del muscolo

" Cause metaboliche:
1. Un'aumentata concentrazione del Ca intracellulare scatena una reazione che porta alla degradazione del contenuto cellulare, con fuoriuscita degli enzimi dai loro scomparti.
2. Un'eccessiva formazione dei radicali liberi dell'ossigeno, questi provocano una lipoperossidazione delle membrane cellulari rendendole più rigide e alterandone la permeabilità.
3. Deplezione di glicogeno
4. Ipossia fino all'ischemia tessutale
5. Abbassamento del pH (aumento dell'acidità) con elevate concentrazoni di acido lattico

La forma più efficace di prevenzione del danno muscolare è rappresentata dall'allenamento con adeguati periodi di lavoro da svolgere a frequenze di pedalata molto agili.
Per prevenire l'eccessiva formazione di radicali liberi, un effetto positivo è dato dalla somministrazione di antiossidanti.

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