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Donne e ciclismo

Donne e ciclismo


Dott. Giovanni Posabella
Medico Chirurgo
Specialista in Medicina dello Sport
Medico esperto in Omotossicologia



Donne e ciclismo


Si diffonde sempre di più la pratica sportiva ciclistica da parte del sesso femminile, l'emancipazione delle donne e l'uguaglianza dei sessi hanno fatto si che la bicicletta diventasse uno strumento della pratica sportiva tra le ragazze.
Come tutti gli sport d'endurance, anche il ciclismo ha i suoi lati benefici in campo femminile, come il miglioramento di un peso ideale, la conservazione di un'ottima efficienza cardiocircolatoria e respiratoria.
In passato vi era una profonda ignoranza nella convinzione che sforzi intensi e prolungati potessero, se non nuocere, quanto meno essere poco adatti a corpi cosi "delicati", nell'ultimo decennio questi equivoci di fondo sono stati superati e sempre più sono numerose le donne che praticano questo sport.
A tal proposito scaturiscono diverse domande che mi vengono rivolte in qualità di medico sportivo: La donna può fare sport come un maschio ? Può sopportare gli stessi carichi di lavoro? Può nuocere alla femminilità uno sport come il ciclismo ?
La differenza tra uomo e donna c'è e per fortuna si vede, questo non significa che le tabelle di allenamento riguardo i carichi di lavoro devono essere uguali nei due sessi.
Le differenze riscontrabili tra uomini e donne nella prestazione sportiva sono dovute, in gran parte, a differenze di dimensioni e di composizione corporee.
La capacità dei sistemi energetici della donna è inferiore a quella dell'uomo.
Si è sempre detto che l'uomo è più forte della donna, ma a parte il fatto che non tutti potrebbero essere d'accordo, affermare una cosa del genere non è corretto, bisogna sempre considerare il peso assoluto ma in particolare valutare la massa muscolare.
Questa osservazione sta ad indicare che si deve considerare la forza espressa in rapporto al peso corporeo piuttosto che la forza assoluta, la differenza tra uomo e donna sarebbe estremamente minore fino ad annullarsi se il rapporto viene fatto tra forza e peso corporeo muscolare (massa magra).
La capacità di sviluppare la forza del muscolo tra donna e uomo è la stessa, ma quest'ultimo è più forte soltanto perché è più grosso e meno grasso.
Inoltre ritengo che nella donna ci siano problematiche nell'allenare la forza che sono inferiori rispetto al maschio, non si riescono infatti ad ottenere incrementi di massa muscolare pari a quelli dell'uomo a causa di una minor disponibilità di ormoni anabolizzanti naturali (testosterone) che caratterizzano i caratteri sessuali primari e secondari dell'uomo.
Nelle donne i guadagni relativi di forza sono uguali, o addirittura superiori, a quelli degli uomini, allorché vengono adottati analoghi programmi di allenamento basati su sollevamento di pesi.
Modificazioni fisiologiche e biochimiche, atte a conferire una maggior capacità di lavoro, possono essere indotte in pari misura in entrambi i sessi dall'adozione di programmi di allenamento similari.
Cicliste ed estetica
Uno degli argomenti maggiormente discussi nel ciclismo femminile, riguarda l'influenza che questo sport avrebbe sull'aspetto estetico.
L'attività ciclistica ha un effetto ipertrofico (i muscoli si ingrossano aumentando di volume) sulle masse muscolari degli arti inferiori, questo in considerazione dei grossi carichi di lavoro effettuati dalle atlete professionistiche, senza però alterare in maniera deformante l'estetica.
Basti infatti vedere le nostre campionesse Olimpiche e mondiali: Paola Pezzo nella MTB e Alessandra Cappellotto nelle prove su strada.
Figuriamoci l'effetto positivo sul fisico in special modo arti inferiori e glutei nelle ragazze che si dedicano al ciclismo per divertimento, turismo o agonismo dilettantistico, la facilità nel ritornare e mantenere il corretto peso ideale tonificando e perdendo adipe in punti localizzati esteticamente importanti per le ragazze.
Se si evitano estenuanti allenamenti specifici per la forza, l'unica qualità muscolare migliorabile in bicicletta è la tonificazione (muscoli meno flaccidi) non certo l'ipertrofia.
Inoltre essendo il ciclismo uno sport prevalentemente aerobico, si ha un effetto benefico su tutto l'organismo femminile a carico soprattutto dell'apparato cardiocircolatorio e respiratorio.
Ciclo mestruale
L'esercizio di intensità moderata non ha alcun effetto significativo sul regolare andamento dei cicli mestruali, un allenamento ed un'attività agonistica intensi e pesanti possono indurre, in alcune atlete, amenorrea (soppressione del flusso mestruale).
Nell'ambito dell'attività d'endurance ciclistica, la principale delle attenzioni che vengono rivolte al ciclo mestruale riguarda o la comparsa di un suo andamento irregolare (oligomenorrea) o la sospensione di questo per un periodo che vada oltre i 90 giorni (amenorrea).
Dove si dovessero presentare questi disturbi è bene consultare il medico sportivo che provvederà a far eseguire analisi ematiche specifiche e visite specialistiche per appurare se la causa di ciò riguarda l'attività sportiva o disequilibri ormonali.
Mestruazioni e carenza di ferro
Un altro inconveniente a cui possono andare incontro le cicliste è quella condizione morbosa che va sotto il nome di anemia da carenza di ferro.
Anemia sta a significare una diminuizione del numero di globuli rossi, questi contengono l'emoglobina che attraverso la sua componente ferro (eme) si combina con l'ossigeno.
Attraverso la circolazione i globuli rossi trasportano ossigeno a tutti i tessuti, una diminuizione dei globuli rossi correlato alla carenza di ferro può condurre ad una situazione di anemia.
La donna è più propensa ad andare incontro ad una carenza di ferro rispetto all'uomo, a causa delle perdite di esso tramite il flusso mestruale.
Gravidanza e parto
Alcune atlete d'elite hanno partecipato ad attività agonistiche durante i primi 3 o 4 mesi di gravidanza, è stato anche dimostrato che l'attività fisica non costituisce durante la gravidanza uno stress fisiologico maggiore di quanto non lo sia nella fase precedente, a condizione che l'attività di sollevamento pesi sia ridotta al minimo.
In linea generale risulta evidente dai dati in letteratura che le atlete tendono ad avere meno complicazioni associate alla gravidanza ed al parto, rispetto alle comuni donne non sportive.
Effetti dell'attività atletica sulla gravidanza e sul parto

Variabile Atlete in confronto a sedentarie
Complicazioni della gravidanza Meno frequenti
Durata del travaglio Più breve
Frequenza dei tagli cesarei Minore
Lacerazioni tessutali durante il parto Meno frequenti
Aborti spontanei Meno frequenti



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