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Intolleranze alimentari ed attività sportiva

Alimentazione

Intolleranze alimentari e sport

G. Posabella
*Medico-chirurgo, Spec. in Medicina dello Sport, Responsabile Sanitario Squadra Nazionale fuoristrada FCI


L’alimentazione influisce sullo stato di salute dell’uomo, una dietetica razionale negli sports sia individuali che di squadra può migliorare il rendimento dell’atleta, evitare lo scadimento della forma, assicurare per l’intera durata dell’impegno sportivo maggiori possibilità energetiche, condizioni metaboliche ottimali, riflessi pronti, aumentare la soglia della fatica e quindi un recupero più rapido delle riserve energetiche.
I diversi regimi dietetici devono tener conto dell’effettivo dispendio energetico e metabolico imposto dai diversi tipi di esercizio fisico; la razione alimentare va considerata come un problema personale che varia da soggetto a soggetto anche se di struttura fisica simile e nello stesso soggetto può variare in funzione dei fattori climatici, ambientali, psico-nervoso e fisici.
Bisogna anche ricordare, che l’alimentazione non può fare di uno sportivo un campione, può contribuire a migliorare la condizione fisica e psichica, conservare quindi la buona condizione cosi come può, quando sbilanciata, influire negativamente sulla performance.
Scoprire quindi un alimento non tollerato dall’organismo può alla lunga creare disturbi, i più disparati possibili, che possono influenzare la performance.
Scopo dello studio era quello di scoprire eventuali intolleranze alimentari in atleti di alto livello e metterle in relazione con disturbi, sintomi o patologie di cui questi atleti soffrivano.
Abbiamo escluso allergie di qualsiasi tipo:

Allergie alimentari

Vengono definite allergie alimentari quelle manifestazioni che seguono a distanza di tempo variabile l’ingestione di determinati alimenti ed il cui meccanismo è una reazione immunologicamente mediata nei confronti dell’allergene.
L’allergia è un’alterata capacità acquisita e specifica che reagisce a sostanze estranee alle cellule dell’organismo, questa si esplica tramite l’azione del sistema immunitario, che rappresenta un vero e proprio sistema di difesa dell’organismo da tutti gli agenti esterni dell’organismo stesso (microrganismi, sostanze chimiche, sostanze alimentari).
La risposta immunitaria si esplica sotto molteplici aspetti a livello delle varie componenti cellulari, sia con un contatto diretto intercellulare, sia con la produzione di immunoglobuline.

Dopo un’attenta visita medica per la certificazione all’attività sportiva agonistica, ho eseguito una valutazione antropoplicometrica, per stabilire la massa grassa e la massa magra in rapporto al peso corporeo.
Quindi è stata fatta un’anamnesi nutrizionale dove gli atleti raccoglievano in un diario la loro alimentazione tipo, questo per escludere eventuali carenze nutrizionali e valutare se necessario una supplementazione in funzione dell’attività agonistica.
Nessuno degli atleti soffriva di allergie o pseudoallergie.
Gli atleti sono stati sottoposti a prelievo del sangue, un completo screening ha escluso patologie, un campione di questo è stato sottoposto a metodica citotossica per individuare eventuali intolleranze alimentari.







Intolleranze alimentari

Sono definite intolleranze alimentari quelle sindromi in cui anche se si è dimostrato un rapporto tra l’insorgenza dei sintomi e l’assunzione dell’alimento, non è dimostrata una reazione immunologica.
Le intolleranze alimentari sono una reazione cronica ad alimenti assunti frequentemente, il disturbo che provocano non è in relazione diretta all’assunzione ma può avvenire a distanza di tempo, anche fino a 72 ore dopo, con sintomi a carico di qualsiasi organo, apparato o sistema.
I sintomi non sono proporzionali alla quantità dell’alimento intollerato introdotto, non sono dose-dipendente, anche piccole quantità possono mantenere l’intolleranza, frequenti sono reazioni trasversali fra alimenti della stessa famiglia o gruppo biologico (assumere alimenti collaterali vuol dire mantenere l’intolleranza).
Possiamo avere disturbi di assuefazione, dipendenza e relativa astinenza in caso di sospensione.

Sintomi di intolleranza alimentare

Pirosi orale, edema delle labbra, afte
sintomi gastrici
colon irritabile
diarrea / vomito
orticaria
eczema
rinite
asma
cefalea
anafilassi
disturbi vascolari
affezioni cutanee
stanchezza cronica
attacchi di panico


Alimenti che più frequentemente sono causa di allergia/intolleranza alimentare

Latte
Uova
Pesce e crostacei
Cereali, farina, lievito
Nocciole, arachidi
Carne di maiale, pancetta
Cioccolato, the, caffè, alcolici
Mele, agrumi
Sedano, soia
Semi di sedano, anice, aneto
Spezie: cannella, aglio, senape
Additivi, preservanti, coloranti




E’ stata quindi impostata una dieta di privazione degli alimenti a cui questi atleti risultavano intolleranti, rispettando dell’apporto in kilocalorie in funzione dell’attività sportiva e nella giusta proporzione della razione alimentare riguardo macro e micronutrienti, facendo attenzione a risolvere eventuali carenze nutrizionali riscontrate nel corso dell’anamnesi nutrizionale..
Molti atleti presentavano diversi sintomi a carico di diversi apparati: il sistema gastroenterico era quello più interessato.
Lo scopo dello studio era quello di mettere in evidenza come alcuni alimenti a cui l’atleta era intollerante, potessero influenzare la performance.
Abbiamo quindi voluto valutare con test funzionali da laboratorio gli atleti prima di iniziare la dieta di privazione e subito dopo un periodo di quattro mesi.
I test ci permettevano di conoscere il livello di performance dei ciclisti espresso sottoforma di potenza e velocità.
Un altro importante motivo dello studio era quello di vedere se con la dieta di privazione gli atleti mostravano un miglioramento della sintomatologia dei vari disturbi che presentavano.
Valutazione funzionale di un gruppo di 46 atleti praticanti ciclismo settore fuoristrada mountain bike di alto livello, di cui 37 di sesso maschile (età media 23.7 + 5.4 aa.) e 9 di sesso femminile ( 31.1 + 3.0 aa.).
Valutazione della composizione corporea
Effettuata mediante metodica antropoplicometrica, utilizzando il calibro Harpenden, l’equazione matematica presa in considerazione è stata la Jackson-Pollock (con rilevazione delle pliche tricipitale, addominale, sottoscapolare, sovrailiaca, circonferenza della vita, circonferenza della coscia).

Valutazione soglia anaerobica mediante test di Conconi
Il test Conconi è stato effettuato utilizzando un cicloergometro SB4 della SIDEA, su cui è stata posizionata la propria bicicletta.
Dopo un adeguato riscaldamento, gli atleti iniziavano il test partendo da una velocità di 30 km/h con incrementi di 1 km/h ogni minuto.
Il test terminava ad esaurimento delle risorse energetiche dell’atleta.
Con questo sistema riproduciamo verosimilmente la pedalata del ciclista, preservando la posizione biomeccanica dell’atleta rendendo in questo modo il test più adeguato possibile a quello che è il modello di prestazione del ciclista.
L’ergometro SB4 si contraddistingue per le seguenti caratteristiche.
Freno elettromagnetico: garantisce una pedalata particolarmente “rotonda”, permettendo un’omogeneità di spinta, una silenziosità pressoché assoluta ed una precisione enormemente superiore rispetto i sistemi meccanici.
Il volano, opportunamente dimensionato, permette di riprodurre un’inerzia paragonabile a quella di un ciclista su strada.
Il sistema di bloccaggio posteriore, denominato swing, permette un’ottima simulazione della biomeccanica del ciclista durante la pedalata, perché consente di non smontare la ruota anteriore, e di eliminare le irritazioni inguinali dovute all’immobilità del telaio sui simulatori tradizionali.
Un sistema computerizzato permette un utilizzo guidato di tutte le funzioni e l’inserimento d’ogni dato personale, tale sistema ci ha permesso di visualizzare la velocità e la potenza sviluppata nel test.
Un cardiofrequenzimetro ci permette di rilevare e memorizzare la frequenza cardiaca durante tutto il periodo del test
Attraverso il test di Conconi sono stati rilevati i seguenti parametri: velocità, potenza e frequenza cardiaca alla soglia, velocità, potenza e frequenza cardiaca massimali.
Test Wingate, utilizzando il cicloergometro SB4 per permettere all’atleta di utilizzare la propria bicicletta.
Partendo da una velocità iniziale di 25 km/h, gli atleti ad un segnale dovevano esprimere per 10 sec. tutta la potenza disponibile, abbiamo rilevato la potenza (Watt) e la velocità (Km/h) massimale raggiunta dall’atleta.
In ambedue i test le moltipliche utilizzate nella bicicletta sono state 53X16.
Valutazione delle intolleranze alimentari: test citotossico
La valutazione delle intolleranze alimentari è stata eseguita secondo la metodica del Cytotest, rispettando le regole dell’eliminazione degli alimenti per gruppo o famiglia.
Per circa quattro mesi agli atleti sono stati eliminati dalla dieta gli alimenti o l’alimento cui erano risultati intolleranti.
Durante tale periodo gli atleti hanno proseguito il loro normale programma di allenamento.
Al termine del quarto mese, gli atleti sono stati nuovamente sottoposti ai test Conconi e Wingate al fine di valutare gli effetti sulla prestazione sportiva indotti dal periodo di restrizione alimentare ai cibi risultati intolleranti.
Trattandosi di atleti di alto livello internazionale, non si è potuto inserire nello studio un gruppo di controllo, inoltre gli atleti testati si trovavano già in un periodo di competizione quando sono stati effettuati i test di entrata, e quindi in un periodo di buona condizione fisica.

Test effettuato su 47 atleti praticanti ciclismo

Test di soglia effettuato sulla propria bicicletta, posizionata su un ciclosimulatore (Incremento della velocità (1 km/ora) ogni minuto, fino ad esaurimento muscolare)
I rapporti utilizzati sono stati per il test di soglia 53x16
E’ stata individuata la deflessione della curva velocità-frequenza cardiaca e valutati tutti i valori di velocità, potenza e frequenza cardiaca alla soglia


Test di potenza 10 sec a tutta, è stata valutata la potenza massima espressa, la velocità raggiunta e la frequenza massima raggiunta, nonché il recupero
I due test sono stati ripetuti dopo quattro mesi di lavoro aerobico.
E’ stato effettuato un prelievo del sangue prima del primo test, per valutare con il cytotoxic test le intolleranze alimentari
Nel periodo dei quattro mesi è stata fatta una dieta di privazione degli alimenti cui gli atleti sono risultati intolleranti


Risultati dei test


N° 9 atlete di alto livello praticanti ciclismo
Test di soglia su ciclosimulatore


ETA’ % MASSA GRASSA I TEST Vel. Km/h II TEST Vel. Km/h I TEST Watt II TEST Watt FC alla soglia
MEDIA
31.3 8 42.4 43.6 276.4 327.3 175.4
D.S. 2.9 1.5 1.6 1.0 53.1 30.4 4.7
C.V. % 9.2 18.7 3.7 2.2 19.3 9.3 2.7









N° 38 atleti di alto livello praticanti ciclismo
Test di soglia effettuato su ciclosimulatore


ETA’ % MASSA GRASSA I TEST Vel. Km/h II TEST Vel. Km/h I TEST Watt II TEST Watt FC
MEDIA
23.7 7.5 43.1 44.3 314.3 346.1 175.6
D.S. 5.3 1.9 1.3 2.2 48.8 35.1 4.9
C.V. % 22.5 25.9 3.0 5.0 15.5 10.1 2.8


Conclusioni
I risultati dei test hanno evidenziato un miglioramento rispetto ai valori di partenza, è sicuramente logico visto il periodo in cui è stato effettuato lo studio, ma un dato interessante scaturisce dal fatto che nessuno degli atleti ha peggiorato i suoi dati relativi alla performance.
Questo significa che l’allenamento è stato ottimale e la razione dietetica variata non ha influenzato negativamente la performance.
Inoltre tutti gli atleti hanno visto un miglioramento fino a scomparsa dei disturbi, in particolar modo a livello del sistema gastroenterico.
E’ stato poi possibile un controllo più rigoroso riguardo all’introito di micro e macronutrienti nella proporzione da noi consigliata quando abbiamo elaborato le diete, correggendo o supplementando quando necessario l’atleta.

Miglioramento fino a scomparsa dei sintomi
Nessuna influenza negativa sulla performance
Miglior controllo sull’alimentazione
Correzione di errori alimentari e prevenzione su carenze nutrizionali
































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Responsabile Scientifico Dott. Giovanni Posabella | gposabe@tin.it

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