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La patologia respiratoria nel ciclismo

Patologie nel ciclismo

La patologia respiratoria nel ciclismo

Le patologia dell’apparato respiratorio che con più frequenza si osservano nei bikers sono le infezioni acute e croniche di origine batterica o virale e l’asma bronchiale.
Un ruolo determinante per l’insorgenza delle infezioni delle vie respiratorie è dato dalla diminuzione delle difese immunitarie, che si verifica, in quel lasso di tempo successivo ad uno sforzo fisico intenso ed al suo ripristino in fase di recupero.
Come fattori favorenti o aggravanti la patologia, vengono considerate le condizioni climatiche sfavorevoli con le quali sovente si svolgono le gare o gli allenamenti.
Il sistema immunitario ha una funzione di difesa nei confronti dell’organismo dall’attacco di microrganismi esterni, lo sforzo provocato dall’esercizio fisico in maniera eccessiva e continua , può determinare un deficit transitorio della funzionalità di questo apparato, con un aumentato rischio delle infezioni respiratorie.
L’asma bronchiale, considerata un’infiammazione cronica delle vie aeree, è una patologia caratterizzata da un’iper-reattività bronchiale, può essere indotta o peggiorata dall’attività fisica.
L’esercizio fisico d’endurance, come la MTB, provoca un aumento più o meno marcato della resistenza delle vie aeree con conseguente difficoltà respiratoria di intensità e durata variabile.
L’aumentata frequenza degli atti respiratori, iperpnea, durante l’esercizio fisico è il fattore scatenante, negli atleti predisposti, per l’insorgenza del broncospasmo (riduzione di volume dei bronchioli respiratori).
L’iperpnea induce un raffreddamento della mucosa bronchiale, che induce un’iniziale vasocostrizione dei capillari peribronchiali, durante la pausa si ha invece un successivo iperafflusso in questi vasi, con un’iperemia ed edema della mucosa con restringimento del lume bronchiale.
Più è elevato il livello ventilatorio richiesto dall’attività sportiva tanto più è alto il rischio da broncospasmo , come fattore essenziale c’è l’iperreattività bronchiale indotta dall’infiammazione cronica.
Fattori favorenti sono le condizioni climatiche ed ambientali, più fredda e secca è l’aria inalata maggiore è il rischio di broncospasmo, come anche la presenza di inquinanti o allergeni.
Oggi il bikers tende a sottovalutare alcuni sintomi che devono invece essere considerati un campanello d’allarme per una possibile cronicizzazione della patologia respiratoria.
La presenza di tosse che si accompagna ad espettorazione e che perseguita il ciclista anche durante il riposo notturno è senza dubbio un segnale negativo, questo deve far rivolgere l’atleta al medico sportivo.
Molto spesso una banale influenza, con mal di gola e leggera febbricola, viene trascurata e il ciclista torna in sella con le difese immunitarie ancora impegnate a combattere l’infezione virale, questo provoca spesso una sovrapposizione d’infezione batterica.
Cosa fare?
- Come prima cosa prevenire, uscire in bici ben coperti, con materiale tecnico idoneo, quando fuori fa freddo
- I soggetti allergici devono consultare il sanitario per far ricorso a farmaci specifici
- Chi si allena durante tutta la stagione invernale, deve far attenzione all’arrivo della primavera, quando deve abbandonare i giubbotti pesanti, qui si corre di più il rischio di infezione virale
- Far ricorso a vitamine e sali minerali contenuti in frutta e verdura
- Bere molti liquidi durante l’attività sportiva
- Se si incorre in un’influenza, fermarsi e riprendere l’attività solo quando si è clinicamente guariti
- Se la tosse persiste consultare il medico
- Nei casi estremi (se persiste tosse con espettorato per più di un mese) farmaco resistenti, è indicata una lastra radiografica al torace
- Consigliata la vaccinazione nei soggetti che puntualmente durante il periodo invernale-primaverile si ammalano con febbre alta e complicanze respiratorie

Ricordo che prevenire è meglio che curare, quindi gli atleti devono sapere a cosa vanno incontro se oltrepassano il loro limite e chiedono di più al loro fisico.
La macchina umana vive in perfetto equilibrio, se pretendiamo di più il sistema immunitario diminuisce la sua funzione di protezione rendendo l’organismo più vulnerabile ad infezioni esterne.



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Responsabile Scientifico Dott. Giovanni Posabella | gposabe@tin.it

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