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Test di Mader

Valutazione funzionale

Dott. Giovanni Posabella
Medico Chirurgo
Specialista in Medicina dello Sport
Medico esperto in Omotossicologia




IL TEST DI MADER

Il test di Mader è uno dei più usati per stabilire come reagisce il fisico a sforzi crescenti, come varia, dunque la frequenza cardiaca, la velocità e la potenza applicata (più facile da misurare per i ciclisti) per ottenere quella velocità.
L'obbiettivo è identificare il livello della cosiddetta "soglia anaerobica", un concetto su cui si è basata gran parte della metodologia di allenamento recente e recentissima, ma che attualmente viene discusso da molti tecnici.
Mader, tuttavia ha posto l'attenzione sulla correlazione fra la concentrazione di lattato nel sangue (indicatrice dell'acido lattico)  e l'intensità dello sforzo, ponendo il limite della soglia anaerobica attorno alle 4 mMoli.
Cioè la soglia per Mader coinciderebbe con quello sforzo (velocità, watt, frequenza cardiaca) al quale i muscoli producono 4 mMol.
Tutto ciò serve a stabilire una scala di valori: frequenza cardiaca/potenza o frequenza cardiaca/velocità attorno ai quali costruire i ritmi di allenamento.
Il test di Mader è di semplice esecuzione e ne esistono varie versioni.
Si effettua su cicloergometro, preferibilmente (o attrezzo simile), più difficile realizzarlo su pista, oppure su strada.
Si tratta di sottoporre l'atleta ad una serie di "carichi" crescenti.
I "protocolli", cioè le procedure di attuazione possono essere diversi.
Uno dei più comuni consiste nel sottoporre l'atleta a quattro-cinque ripetute a "carico" crescente: si tratta di "step" che debbono aumentare di circa 40/50 watt ogni due minuti, partendo da un valore-base non molto basso (cioè, nella maggioranza dei casi, tra i 2 e i 2,5 watt/kg, comunque un'intensità presumibilmente inferiore alla soglia); questo per avere un esito attendibile.
Naturalmente occorre misurare alla fine di ogni "step" la concentrazione di lattato nel sangue.
Per eseguirlo correttamente occorre innanzitutto un misuratore di lattato, quindi un cicloergometro o una bici stazionaria che consenta di modulare la potenza e/o un cardiofrequenzimetro che consenta di registrare i valori di frequenza cardiaca durante lo sforzo.
Già durante il riscaldamento a sforzo molto blando si effettua un primo controllo del lattato, per avere la cosiddetta "base", ovvero la definizione della "Soglia aerobica", cioè quello sforzo corrispondente ad un'attività muscolare dove la componente aerobica è predominante.
Nel test di Mader, tale sforzo corrisponde ad una concentrazione nel sangue di 2 mMoli di lattato.
Quindi terminata quella fase (da eseguire con molta cura) si comincia a pedalare, partendo da valori di potenza non molto bassi, specie se non si tratta di principianti.
Quindi si aumenta di 40-50  watt ad ogni "step", che vanno pedalati di seguito.
L'esperienza e la pratica aiutano ad individuare la "soglia" delle 4 mMoli.
A quel valore corrisponderà un livello di potenza espressa (e di frequenza cardiaca e di velocità) corrispondenti. I ritmi di allenamento: fondo lento, lungo, medio, veloce, ripetute ecc. saranno individuati partendo da quel valore calcolando in varie percentuali.
Esistono altri protocolli del test di Mader, con "step" più numerosi e meno intensi, ma - è stato visto sperimentalmente - che a minore intensità corrisponde una maggiore sovrastima del test. Il che induce ad errori nell'individuazione dei ritmi di allenamento con seri rischi di "overtraining".
Il test è di facile esecuzione, ma ha dei limiti: è invasivo, prima di tutto (occorre prelevare piccole gocce di sangue dal lobo dell'orecchio, operazione per la quale secondo la legge sarebbe deputato solo un medico).
Richiede, quindi, l'attrezzatura per analizzare la lattacidemia. Infine il limite delle 4 mMoli appare alla luce degli studi più recenti, molto arbitrario.
Esistono atleti, infatti, che cominciano ad accumulare acido lattico (il valore di "soglia" è così definito perché rappresenta lo sforzo al quale acido lattico prodotto e smaltito si equilibrano per un periodo sufficientemente lungo) nei muscoli a valori inferiori o superiori alle 4 mMoli.  


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