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Tutela della salute dell'atleta

Visita di idoneità sportiva agonistica

Dott. Giovanni Posabella
Medico Chirurgo
Specialista in Medicina dello Sport
Medico esperto in Omotossicologia




La visita medica di idoneità agonistica

L'Italia è uno dei pochi paesi europei che prevede l'obbligatorietà per chi pratica attività sportiva agonistica alla visita medica, effettuata da uno specialista in medicina dello sport e, non a caso, è una delle nazioni con la più bassa mortalità naturale tra chi pratica sport agonistico.
Dal 1997 la Federazione Ciclistica Italiana ha reso obbligatoria anche per chi partecipa alle Gran Fondo la visita medica di idoneità sportiva.
Anche per lo sportivo amatoriale è consigliato questo validissimo check-up, che ha lo scopo di prevenire i problemi e garantire una buona salute praticando sport in maniera consapevole, per gli atleti più evoluti è serve da controllo soprattutto cardiologico.
In Italia questo tipo di visita è obbligatoria, prevista da un decreto ministeriale del Feb. 1982, per chi pratica sport agonistico, anche se a livello amatoriale.
Essa costituisce un validissimo check-up e deve essere effettuata ogni anno presso centri pubblici, privati accreditati, Istituti di Medicina Sportiva o presso Medici sportivi autorizzati, ed è consigliata anche ai non agonisti per prevenire eventuali problemi e garantirsi una buona salute praticando sport in maniera consapevole.
Chi supera la visita riceve un certificato di idoneità agonistica a validità annuale, questa prevede uno specifico protocollo, per i ciclisti consiste:
" Viene compilata una scheda sanitaria dove il medico riporta alcune notizie anamnestiche dell'atleta (precedenti malattie o traumi, malattie o patologie familiari), dati antropometrici (peso e altezza ), esame della vista, abitudini alimentari e comportamentali
" Visita generale, è un controllo medico classico che interessa gli organi vitali: apparato cardiocircolatorio, respiratorio, scheletrico e muscolare
" Esame delle urine per rintracciare eventuali problemi renali o patologie come il diabete.
" Spirometria, è il classico "soffio nel tubo", serve per evidenziare patologie respiratorie croniche o asma di tipo allergico, i risultati di questo esame (espressi in litri di aria espirata) sono confrontati con quelli dell'anno precedente.
" Visita cardiologica: dopo un'attenta auscultazione dell'atleta si procede nell'eseguire due tracciati elettrocardiografici, uno a riposo e uno immediatamente dopo lo sforzo. Il tipo di sforzo consiste nel cosiddetto step test o test di Master, bisogna scendere e salire un gradino per tre minuti mantenendo un ritmo costante, i moderni ambulatori sono dotati anche di un cicloergometro, dove viene effettuato lo sforzo.
La visita cardiologica è il momento più delicato dell'intera visita, ed è qui che si verificano il maggior numero di non idoneità.
Il medico sportivo è tenuto nei casi dubbi o di incertezza a richiedere ulteriori esami supplettivi tipo:
" Holter dinamico delle 24 ore (consiste nella registrazione del tracciato elettrocardiografico per 24 ore, durante le quali l'atleta compie l'attività fisica anche in modo massimale per mettere in evidenza se questo incide o meno sull'eventuale disturbo cardiaco)
" Test ergometrico massimale (consiste nel fare eseguire uno sforzo massimale su cicloergometro monitorando con elettrodi adesivi il cuore dell'atleta, durante tutto lo sforzo ed il recupero il tracciato elettrocardiografico sarà visualizzato su monitor).
Ecocardiogramma color doppler, per evidenziare eventuali malattie congenite di tipo valvolare e valutare la grandezza e la funzionalità delle cavità cardiache in particolare dei ventricoli.
Se va tutto bene il certificato di idoneità viene consegnato all'atleta alla fine della visita ed ha durata annuale.
Ricordo che per le categorie internazionali della FCI oltre alla visita medico sportiva agonostica è obbligatorio aver effettuato l'ecocardiogramma color doppler, e per le categorie elite ogni due anni il test ergometrico massimale, inoltre tre volte l'anno sono effettuati gli esami del sangue.
Queste norme sono inserite nel regolamento sanitario della FCI a tutela della salute degli atleti che svolgono attività intensa ed agonistica a livello internazionale dalle categorie Juniores, under 23 ed elite, per i professionisti i controlli sono a cadenza semestrale.

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